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Pitelli (Pitei in ligure, IPA /Pitëi:/) è la frazione più grande del Comune della Spezia, posta al confine con i Comuni di Lerici e di Arcola.

Il paese è situato in posizione particolarmente favorevole sulle colline che sovrastano il golfo in area contigua al parco regionale di Montemarcello. Intorno alla parte centrale composta da case-torri, con ingressi a volta, si sviluppa un anello ottocentesco con facciate dipinte. Negli anni '70 per motivi igienici alcuni orti interni furono trasformati nella Piazza, denominata appunto piazza degli Orti, composta di tre terrazzamenti, diventata il centro della vita sociale del paese. Una nuova zona di edilizia economica-popolare denominata Monti Amoli è stata urbanizzata all'inizio degli anni '80.

Geografia

Sotto il paese si trova una grotta naturale denominata "tana dell'Oo", (il termine "Oo" deriverebbe dalla denominazione dialettale di lupo o di orco)[non chiaro] ,un invaso carsico, considerato anticamente una via di fuga durante le invasioni saracene, che spunta in prossimità del rio Muggiano; dell'invaso risultano ancora praticabili le prime due stanze, usate da famiglie di sfollati durante la seconda guerra mondiale.

Storia

Il Nome

Il nome è di origine incerta. Alcuni storici lo fanno derivare da pia tellis (terra generosa e feconda) mentre per altri sembrerebbe derivare dalla famiglia di consoli romani Pitillis, che soggiornò in questa colonia ai bordi del mare oppure dal latino pictus (dipinto) per la particolare bellezza del paesaggio e del borgo. L'ipotesi più fantasiosa e improbabile, basata sostanzialmente sul fatto che alcuni studi attestano la presenza di popolazioni celtiche nelle colline del levante ligure, è invece che il nome possa far riferimento ai Pitti, i mitici guerrieri celti che si pitturavano la faccia di blu e bevevano il sangue dei loro morti.

Le origini

I primi stanziamenti vengono fatti risalire al periodo delle invasioni saracene, quando, per necessità di sfuggire ai continui attacchi, la popolazione lasciò gli insediamenti in riva al mare (testimoniati dal rinvenimento dei resti di un'antica colonia romana), e si rifugiò in collina, dove fondò il nuovo abitato: lo stemma del paese raffigura, infatti, tre navi saracene, tre fonti e tre colline, a simboleggiare l'origine della fondazione, le fonti termali lassative presenti nel sottosuolo e le colline che ospitano il borgo.

Già frazione della Pieve dei S.S. Stefano e Margherita di Arcola, Pitelli vide progressivamente aumentare la propria popolazione fino ad essere costituita parrocchia a sé con Bolla del 1634.

In seguito gli abitanti crebbero in maniera sensibile[2] grazie all'afflusso degli operai chiamati alla costruzione dei forti e del nuovo Arsenale Militare Marittimo della Spezia; manodopera specializzata nella lavorazione della pietra arrivò dalla vicina Versilia e da Carrara portandosi dietro quelle concezioni politiche e sociali che influirono in seguito sulla nascita di associazioni di mutualità e solidarietà tra operai e contadini.

Tra XIX e XX Secolo

Nel 13 maggio 1894 Nicola Landi a nome del circolo repubblicano colletivista di Pitelli porta l'adesione del circolo Pitellese al 1° congresso del partito socialista ligure svoltosi a Sampierdarena ricevendo il plauso di Andrea Costa (fonte Era Nuova) .

Nel 1908 una nutrita delegazione di volontari della Pubblica Assistenza si recò a prestare soccorso alla popolazione messinese colpita dal terremoto. Il re Vittorio Emanuele III conferì a tutti i membri della spedizione la medaglia d'argento al valor civile.

Il 13 aprile 1916 Tommaso di Savoia, duca di Genova e luogotenente del re, firmò il regio decreto che ergeva la Pubblica Assistenza di Pitelli ad ente morale, richiesta che l'assemblea dei soci presentò già dal 1911.</ref> e la società di Mutuo Soccorso Cattolica S. Bartolomeo (1902), che tre anni più tardi aprirà anche la prima cooperativa.

Nel 1921 molti giovani pitellesi parteciparono alla scissione di Livorno del Partito Socialista e fondarono il Circolo Giovanile Comunista di Pitelli.

Il 28 settembre 1922 scoppiò la polveriera di Falconara: le case di Pitelli furono scoperchiate e i massi provocarono immensi danni. I pitellesi decisero però di utilizzare le risorse raccolte in loro favore dalla città di Genova per costruire le scuole elementari, che portano il nome "Genova" per ricordare l'amicizia e la solidarietà della popolazione.

Il periodo fascista

Nel 1928 la frazione passò dal Comune di Arcola a quello della Spezia: alla ragione di ampliare il comune capoluogo si accompagnava la necessità, per il regime fascista, di separare gli antifascisti arcolani da quelli pitellesi.

Per tutto il ventennio fascista Pitelli fu sottoposta a vessazioni a causa della diffusa avversione nutrita dagli abitanti verso il regime; per la forte attività antifascista degli operai del borgo, fu sciolta infatti la Società di Mutuo Soccorso di origine laica, (che venne accorpata alla società Unione fraterna della Spezia), e sorte analoga avrebbe avuto la società cattolica se il parroco del paese non si fosse opposto con decisione, organizzando la protesta contro tale ipotesi.

Ancora oggi nella zona si ricorda e tramanda un celebre discorso pronunciato dal podestà che suonava all'incirca in questi termini: Genti di Arcola e di Pitelli, se volete l'acqua in casa, scoperchiate i tetti, affermazione forse collegata al fatto che alcuni antifascisti sfuggirono ad un rastrellamento perché nascosti nelle soffitte di alcune case, e quindi equivalente ad un invito ai cittadini alla delazione.

Rimane, inoltre, ancora vivo tra la popolazione il ricordo del 20 febbraio 1945, quando in seguito ad un rastrellamento decine di abitanti del luogo furono deportati nelle carceri genovesi.

Avvenimenti recenti: la discarica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Discarica di Pitelli.

In tempi recenti il nome di Pitelli ebbe una vasta eco sulla stampa nazionale italiana a causa dello scandalo legato alla discarica, poi chiusa, situata sulle colline che dalla città portano al paese.

In realtà la discarica era collocata sopra i quartieri di San Bartolomeo e Ruffino ma porta impropriamente il nome di Pitelli perché fu un comitato locale a sollevare la questione ambientale e ad aprire una battaglia civile contro il sito.

Luoghi di interesse

  • La chiesa di Pitelli, intitolata a San Bartolomeo apostolo, ha una struttura romanica: sulla facciata tre statue di marmo bianco di Carrara raffigurano la Vergine, San Bartolomeo e Sant'Antonio; l'interno barocco, con un'unica navata, conserva elementi di pregio.

Il crocifisso ligneo collocato nella chiesa parrocchiale il 10 maggio 1896 proveniente dall’oratorio del Santissimo Sacramento risale alla prima metà del Seicento. L’opera è ricavata da un unico tronco di legno di latifoglia (pioppo o tiglio) che comprende il dorso e le gambe, con esclusione della testa e delle braccia, inserite ad incastro. L’opera, molto originale per il territorio ligure, è da attribuire, secondo il soprintendente per il patrimonio storico e artistico Pietro Donati, alla scuola dei «Bissolesi» famiglie di scultori, di architetti e di marmorari originari di Bissone e di Campione d’Italiasono state attive dal Quattrocento all’Ottocento anche in Liguria,soprattutto per la particolare tecnica di graffiatura operata sulla doratura del perizoma che ne determina una “esclusiva” fantasia floreale. Dopo il recente restauro in crocifisso è stato restituito alla comunità ed esposto a sospensione. La tradizione popolare sostiene che gli altari fossero destinati alla più ricca chiesa di San Lorenzo a Portovenere ma che per un mancato pagamento furono dirottati alla chiesa di Pitelli. Negli anni '50 alcuni interventi di ristrutturazione eliminarono il pulpito in arenaria, modificarono il campanile a cupola e rivestirono la facciata in travertino. Di fronte alla chiesa il recupero della pavimentazione in arenaria ha messo in rilievo il mosaico di una colomba della pace recante in becco un ramoscello di ulivo.

  • Sebbene faccia parte del Comune di Arcola, la fortezza di Canarbino è posta sulla sommità del crinale che domina l'abitato. Si tratta di un forte militare del XVIII secolo che conserva ancora intatta tutta la struttura originaria, compresi fossati e mura di cinta. Viene oggi utilizzato come poligono di tiro e fa parte del sistema di fortificazione dell'Alta Via del Golfo Spezzino.
  • Nel centro del paese, in piazza degli Orti, è visibile una stele del XIX secolo eretta dal locale club operaio a gloria di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi e per onorare i confratelli defunti. Il monumento era originariamente collocato nel vecchio cimitero, non più utilizzato ma ancora visibile fuori dall'abitato.

Cultura

La partecipazione politica delle donne è sempre stata una peculiarità del borgo di Pitelli, tanto che già nei primi anni del '900 era ammessa e rilevante la presenza femminile sia nelle due Società di mutuo soccorso -quella laica e quella cattolica- sia nella Pubblica Assistenza. Nel dopoguerra, poi, si è dimostrato molto forte e attivo il movimento Unione Donne Italiane;

Ricco rimane ancora oggi il tessuto associativo, che vede la presenza di due circoli ARCI, un circolo ANSPI, un centro sociale per anziani, la società di Mutuo Soccorso S. Bartolomeo, la società cooperativa "La Pitellese", la società cooperativa Ma.ri.s. e la Società di Pubblica Assistenza di Pitelli. Nel palazzo delle opere parrocchiali è presente il teatro San Carlo.

Personalità legate a Pitelli

Gastronomia

Tra i piatti caratteristici del borgo si possono annoverare:

  • la tradizionale torta di riso dolce con sfoglia, la cui ricetta è stata inserita nell'albo regionale dei prodotti tipici e recepita dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste;
  • i ravioli di carne, erbette e patate rosse;
  • i panzerotti, dolci fritti tipici del periodo natalizio;
  • le lasagne con la sfoglia verde;
  • le acciughe alla vichinga, cotte nel limone e condite con le erbe aromatiche.

Tipici inoltre i muscoli ripieni e il polpo all'inferno.

Tradizionalmente la proprietà agricola molto frammentata consentiva un utilizzo intensivo della coltivazione di ulivi, vigneti e prodotti orticoli come la "patata rossa". Ubaldo Mazzini, storico spezzino, lodava il vino di Pitelli come il più buono delle colline che sovrastano Spezia.

Nel periodo estivo si succedono a Pitelli varie manifestazioni eno-gastronomiche promosse da diverse associazioni;la più importante è Pitei 'n cantina che si svolge alla fine del mese di agosto, tra le altre è utile ricordare la sagra della lasagna pitellese, promossa dalla cooperativa La Pitellese, la festività patronale e alcune feste di partito e della Pubblica Assistenza.La proloco di Pitelli organizza "Pitei 'n cantina " manifestazione che si svolge l ultimo fine settimana di agosto e che trae origine dalla storia di Gioà che dopo una lite furibonda con la moglie passo' due giorni e due notti ballando e cantando tra le cantine e le osterie del paese " Una statua di Gioà si può trovare oggi su un tetto del paese dove secondo una versione popolare la moglie lo trovò intento a fare i propri bisogni .

Economia

Fino al primo dopoguerra era sviluppata la coltivazione e commercializzazione dell'olio; l'abbandono della campagna per i cantieri navali trasformò il borgo in un quartiere operaio del comune della Spezia. Oggi in paese si è sviluppata una ricettività diffusa fatta di bed and breakfast e affittacamere.

Feste religiose

  • Il patrono del paese è San Bartolomeo apostolo e viene festeggiato il 24 agosto ma la prima domenica dopo la festa patronale nella parte vecchia del paese (denominata "Taranto Vecia") si festeggia S.Bartolomein cioè il santo piccolino: il santo in realtà non è mai esistito, ma le famiglie apparecchiano nella strada e offrono le pietanze a quanti vogliono festeggiare con loro questa festa.

Leggende

  • Il patriota Felice Orsini in punto di morte ricordò i pitellesi con l'epiteto di "ladri". L'origine di questa definizione viene fatta risalire alla sparizione di una borsa contenente denaro avvenuta poco prima del suo arresto. Così il patriota ricordò il suo soggiorno sul territorio spezzino:
« "Bugiardi" a Lerici, "spie" a San Terenzo, "buoni coltivatori" ad Arcola e "ladri" a Pitelli »

Linguistica

  • Pitelli ha un proprio dialetto, distinto dallo spezzino e affine all'arcolano. La cooperativa "La Pitellese" si interessa della sua pubblicazione e diffusione.

Filastrocche

  • In paese si tramanda una filastrocca che in italiano può tradursi così: Pitelli, Dio lo fece e poi strappò i modelli e promise a suo figlio Gesù: paesi come questo non ne farò mai più.
  • "chi tei er mostro de Pitei", deriverebbe da un antica leggenda del vecchio "Marino" un eremita che viveva nelle campagne intorno a Pitelli.