Leggendaria tana del lupo ( do l'Oo) in diaetto , caverna carsica che attraversa le fondamenta del paese , dal punto piu' basso nel canalone tra le due colline sopra Muggiano , si dice che arrivi fino all' Oratorio di pitelli . La proloco stà valutando la possibilità di aprire un sentiero agibile per far visitare a chi vuole questa meraviglia naturalistica ricca di storia e di leggenda , la tana in tempo di guerra veniva usata dai Pitellesi come rifugio ,si possono ancora vedere oggi i muretti laterali all'entrata costruiti per chiudere la tana.



"Più nominata che vista , la tana dell’oo è durata fino alla mia generazione dubito che i ragazzini di Pitelli sappiano dove sia.C’è chi dice che sia la tana del lupo chi quella dell’ orco perché le due parole in dialetto pitellese sono molto simili , sta di fatto che a scuola ce la facevano studiare con tanto di leggenda che la tana arrivasse fino all’oratorio vecchio , dove, in teoria ci doveva essere una bottola ,. Io l’oratorio l’ho girato in lungo in largo ma di botole non ne ho mai viste, ma mi ricordo che quando ero piccolo e l’oratorio fruibile pochissimo una volta mi hanno voluto far credere che quattro delle mattonelle di marmo bianco del pavimento fossero diverse e che li sotto era sigillata la botola.
Ci sono stato una volta solo con la Sabrina Pratolongo ,Andrea Pocci la Raffaella Savoca e se non mi ricordo male anche la Isa , siamo passati dalle “Gatesse” ma c’è chi dice che si possa passare anche dal Pezzo Grande e scendere da lì.Il Pezzo grande era un uliveto immenso dove tutte le vecchie raccontavano di aver raccolto olive,in cambio di bottiglie d’olio , ora la macchia se lo sta mangiando pezzo per pezzo , ma già all’epoca non si passava già più, via pezzi grande, credo, che derivi dal fatto che era la scalinata che portava all’uliveto Pezzi Grande , Pezzo Grande, Pezzi Grandi anche su come si chiama veramente la via a Pitelli c’è un po’ di confusione. Non ricordo all’ epoca come ci era arrivata la notizia che con la terra delle gallerie avrebbero coperto anche la tana dell’Oo, forse da Andrea Pocci o dalla Raffaella ma noi dovevamo vederla prima che fosse tombata per sempre .
Era estate ne abbiamo parlato in piazza e ci siamo decisi ad andare , sembrava un escursione nella foresta, avevamo anche le pile , in realtà eravamo sotto Pitelli , il torrente dove c’erano persino le bolle , era la fogna che sgorgava dalle case, ma per noi era un avventura , siamo arrivati facilmente alla caverna e siamo entrati dentro , io che non sono mai stato un coraggioso e che soffro pure un po’ di claustrofobia ho preteso che nessuno entrasse oltre al sicuro e al visibile , c’erano i pipistrelli e niente di interessante, la ricordo come una grotta piena di terra, ma nei racconti delle generazioni più audaci della mia , dicono che qualcuno sia entrato nella seconda e nella terza stanza , come ho detto non l’ho trovata così mistica come me l’avevano descritta e non ci sono più tornato , magari oggi la guarderei con occhi diversi sarei capace di emozionarmi per i pipistrelli oppure ad incazzarmi per le fognature , mandarci i turisti, certo che se penso che siamo stati un pomeriggio intero alla tana del’oo senza che nessuno ha chiamato al polizia per cercarci ringrazio il cielo cheall epoca non esistevano i telefonini".
Racconti di Federico Barli

Nella seconda metà dell'Ottocento in una grotta di Pitelli, fù individuata e catalogata da parte del professor Carlo Caselli,  una specie endemica di insetto, un coleottero ipogeo, che rappresenterebbe una variante della specie di Trichini da grotta, denominato "Anophthalmus caselli. Nella nomenclatura odierna, è denominato "Duvalius caselli Gestro", 1898. La grotta sembra essere scomparsariempita di pietre della cava che si trova sopra.